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domenica 25 dicembre 2011

Come scrivere un post di successo: 5 consigli

Anche tu navighi tra un post e l’altro nella blogosfera? Un’occhiata ai titoli più interessanti, una lettura alla prime frasi per capire se mi interessa, poi avanti se mi ha colpito, salto qualche paragrafo e poi cerco la parte che mi interessa e scappo via. Ritorno su Google e cerco da un’altra parte. Vi è mai capitata una cosa del genere? Scrivere su internet è ben diverso che farlo altrove. La quantità d’informazione a disposizione rende il lettore un animale particolare, vorace di notizie mordi e fuggi, ma allo stesso tempo desideroso di approfondire dove riscontra un interesse forte.

Ecco cinque consigli pratici per scrivere un post:

Il titolo giusto. La scelta del titolo è l’elemento più importante per aumentare le occasioni di essere letti. Quando leggete un giornale, il titolo è quello che fa la differenza nella vostra scelta di approfondire e leggere tutto l'articolo o meno. Bene, nei blog è doppiamente importante, perché aiuta anche i motori di ricerca a farvi trovare quando qualcuno cerca un contenuto corrispondente. Sceglietelo con cura: deve essere far capire il contenuto che segue e incuriosire il lettore ad approfondire. Potete utilizzare titoli taglienti o provocanti ma questo dipende dal vostro stile di scrittura.

L’argomento che cattura. Spesso si è tentati di scrivere per se stessi invece per chi legge. Leggendo le statistiche del tuo blog sarà facile capire cosa interessa più ai tuoi lettori, la difficoltà è seguire quello che loro vogliono piuttosto che quello che interessa a te. Inoltre, aumenterai le tue chance di essere letti se ti rivolgerai ai temi più cercati su Internet quelli che abbracciano l'interesse di un ampio numero di persone invece di altri che magari sono più mirati. Inoltre dovrai scegliere le parole giuste per farsi trovare dai motori di ricerca. Sono tanti i fattori che permettono di scalare le posizioni nelle ricerche: il pagerank della pagina, la qualità del post, il suo contenuto. Ma più di tutto questo conta un giusto utilizzo di parole chiave e l'interesse che hanno per il "popolo di internet". In genere i motori di ricerca forniscono sempre informazioni sulle ricerche effettuate dagli utenti, e sono molti gli strumenti che permettono di consultarle. Google stessa mette a disposizione di tutti, e gratuitamente, un Keyword Tool che permette di scoprire il volume di ricerca medio di determinate parole chiave e di quelle ad esse correlate, sia nell'ultimo anno che nell'ultimo mese.

sabato 17 dicembre 2011

Le regole per lasciare il segno

Tutti parlano, molti comunicano, pochi lasciano il segno. Quante volte vi è capitato di ascoltare qualcuno e pensare a qualcos'altro o di non vedere l’ora di essere altrove. Bene fate in modo che non capiti ai vostri ascoltatori o lettori. Eccovi pochi semplici accorgimenti per fare in modo di non far dimenticare le vostre parole. 

Dai voce alla semplicità. Non date retta a chi parla in modo forbito per stupire, o a chi fa giri di parole, supposizioni, complesse argomentazioni.... “La semplicità è l’estrema perfezione” come diceva Leonardo Da Vinci. “Se non sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene” per citare Albert Einstein. Insomma, ho scomodato due tra le più grandi menti della nostra storia per ribadire che, se vuoi arrivare in maniera diretta alle persone, devi farlo attraverso la semplicità. Le tue idee diventeranno molte più convincenti di quanto riesci ad immaginare se espresse attraverso la forza della semplicità. Le persone insicure sono quelle che complicano le cose.

Usa i post-it mentali. Avete presente i post-it? Quei foglietti adesivi gialli che hanno fatto grande un’azienda come 3M perché si basano su un concetto semplice: aiutare a ricordare. La nostra mente è bombardata di stimoli e distrazioni, ha bisogno di solleciti per ricordare qualcosa e non lasciarlo andare nell’oblio. Un post-it mentale è qualcosa di “emotivamente coinvolgente”. Se qualcosa è capace di suscitare emozioni allora potrà essere memorizzato. Usate parole concrete e ad alto impatto emotivo. Link: Linguaggio verbale: trasmettere emozioni per lasciare il segno.

sabato 10 dicembre 2011

Comunicare il meglio di voi attraverso la vostra immagine

Sai che stai parlando di te anche quando stai zitto? Tutto di te comunica qualcosa agli altri, il modo in cui ti poni, l’aspetto, i gesti, gli abiti, il tuo stile, il modo di parlare, e tanto altro... un’immagine vale più di mille parole e l’immagine che trasferisci di te conta molto più di quello che pensi. La prima impressione, positiva o negativa, lascerà traccia di te a lungo e anche in tua assenza. Certo una buona immagine non può sostituire da sola le altre tue qualità ma è sicuro che non trasmettere una buona immagine è un grosso freno  e molti sono i casi di carriere stroncate, di risultati scadenti, di prestazioni non apprezzate o discorsi non compresi a causa dell’immagine.

Non esiste un’immagine perfetta o ideale e in ogni caso non vi invito a costruirla. Il mio suggerimento è di migliorare la tua immagine rispettando la tua natura, chi sei e chi vuoi veramente essere. Una buona immagine è quella che ti piacerebbe avere. Con questo post voglio aiutarti a creare la tua personale immagine, il tuo marchio, in modo che sia un valore positivo per te e per i risultati che vuoi raggiungere nella vita.
Dieci suggerimenti utili per comunicare il meglio di te stesso:
  1. Scopri il punto di partenza. Il mio invito è innanzitutto rivolto a prendere coscienza dell’importanza dell’immagine che trasferisci e di quello che trasferisci attraverso la tua immagine. Guardati allo specchio, le tue foto e soprattutto chiedi aiuto a chi ti conosce meglio, ai tuoi amici, parenti o colleghi chiedendogli di aiutarti in questo e di essere quanto più onesti possibile nel passarti un feedback.
  2. Il corpo parla. Ci sono degli elementi morfologici del nostro corpo che comunicano su di te. Che tu sia longilineo o grassoccio, il tuo corpo rivela molto sul tuo carattere. Non a caso i longilinee vengono visti a primo impatto come più autoritari mentre chi ha le forme più rotonde è visto come più simpatico. Ma ci sono elementi che possono essere modificati e su questi ti invito a focalizzarti, come ad esempio la postura. Una postura più eretta comunica molta più attenzione e prontezza di una postura abbandonata e lasciva. Una respirazione affannosa comunica all’altro uno stato  di ansia e stress, mentre una respirazione profonda e calma vi fa apparire come in controllo della situazione. I movimenti delle mani o del corpo possono valorizzare quello che state dicendo o se distonici, affossarlo completamente. L’inclinazione del viso, il sorriso, lo sguardo sono altri elementi che parlano di voi. Vi invito a leggere il post linguaggio del corpo per approfondire.
  3. Gestite i vostri gesti. In alcuni casi i gesti sono innati e spesso inconsci. Se invece impari a utilizzarli a tuo vantaggio, saranno dei veri amplificatori piuttosto che dei blocchi alla tua comunicazione. Un signore che mette la sua mano di fronte alla bocca quando parla, sembra che nascondi quello che dice. Le famose mani incrociate indicano una posizione di chiusura mentre appoggiare le mani sui fianchi comunica al contrario apertura. Una stretta di mano vigorosa ma non eccessiva è decisamente meglio della presa sfuggente o molla.
  4. Scegli il tuo linguaggio dell’abbigliamento. Il modo in cui vi vestire parla di voi. Divisa da lavoro, smoking, perizoma non sono solo certo solo dei modi di coprirsi e ripararsi dal fretto. La moda è la codificazione dei segni che mirano a due scopi apparentemente contraddittori: rivendicare l’appartenenza ad un gruppo sociale e manifestare la nostra diversità ed unicità in questo gruppo. Comprendetene le regole e sappiate utilizzarle a vostro vantaggio. Esprimi un tuo stile ma adattalo al contesto e alla situazione.

domenica 4 dicembre 2011

Il dialogo interiore: comunicare positivamente con voi stessi

Con chi comunichi più spesso? Il tuo migliore amico o nemico sei tu? Quello che ti dici e come te lo dici, influenza il tuo modo di vedere il mondo in modo determinante. Una qualsiasi persona ingombrante, persino un amico o un parente stretto che vi influenza negativamente può essere in qualche modo allontanato decidendolo ma da te stesso non fuggirai mai. Prima lo capisci e lo volgi a tuo favore, meglio è. Purtroppo le statistiche sono impietose: uno studio internazionale rivela che il 95% della popolazione mondiale stabilisce una “comunicazione interiore negativa”!!!

Se per un momento interrompi quello che stai facendo e semplicemente ascolti ciò che ti accade dentro, scoprirai che per la maggior parte del tempo è in corso un dialogo interiore con te stesso. “Devo andare a correre, oppure ci vado domani?…" "cosa preparo per cena?…." "dai, concentrati su questo, è importante…" "mi chiedo se Carlo mi telefonerà...” e così via. Creiamo la nostra realtà dialogando con noi stessi sul nostro mondo, su ciò che percepiamo, e su ciò che crediamo stia succedendo. Questa non è necessariamente una cosa negativa, anzi, perché ci aiuta a restare con i piedi per terra ed a relazionarci con le altre persone ed in generale con il mondo. Diventa un problema se questo dialogo interno ci condiziona negativamente. Se invece impari a relazionarti con te stesso in maniera positiva e costruttiva, tutto intorno a te migliorerà, vivrai una vita più serena e potrai raggiungere risultati molto maggiori.
Come sempre, eccomi con qualche consiglio pratico su come migliorare il tuo dialogo interiore?
  1. Il miglior coach sei tu. Impara ad essere il tuo bravo allenatore. Puoi avere un coach che ti sostiene, che ti incoraggia, che ti stimola verso obiettivi sfidanti ma non impossibili. Lo sport è una magnifica metafora della vita. In qualsiasi sport, l’allenatore ha un ruolo cruciale e, a parità di componenti della squadra, può determinare il raggiungimento di traguardi importanti o, al contrario, far cadere la squadra in basso. Questo perché l’allenatore non determina solo gli allenamenti fisici ma soprattutto lo stato mentale del gruppo e dei singoli. Sempre più gli allenatori moderni, sono quelli che sanno motivare e comunicare con la propria squadra e sempre meno dei semplici tecnici. Sii un bravo coach di te stesso.

domenica 27 novembre 2011

10 passi per iniziare una nuova abitudine: creare un cambiamento permanente nella tua vita

Quante volte vi siete detti che dovete cambiare qualcosa nella vostra vita? Quante volte siete partiti, ci avete messo le migliori intenzioni ma poi con il tempo si è perso tutto? Quante volte avete fatto dei buoni propositi che poi sono stati disattesi? Perché? Le ragioni potrebbero essere molteplici ma la risposta potrebbe essere questa: creare una nuova abitudine non è una cosa semplice e non si puo’ improvvisare. Un’abitudine è qualcosa di radicato nella vostra vita, qualcosa che fate in automatico senza pensarci più perché fa oramai parte della vostra vita. Per raggiungere una nuova e migliore abitudine bisogna metterci non solo le migliori intenzioni ma avere una strategia vincente e un piano ben preciso. Bene sono qui per aiutarvi in questo. Ho solo due premesse: ricordatevi sempre che ancora prima di cominciare a lavorare sul cambiamento, bisogna avere ben chiaro dove s’intende andare e avere degli obiettivi ben formati. E poi dovete avere un’attitudine positiva verso il cambiamento. Qualsiasi cosa vogliate cambiare nella vostra vita, le chiavi per farlo sono queste: cambiate il vostro atteggiamento e vostre convinzioni verso il cambiamento stesso.
Pronti a partire? Ecco i dieci passi che vi faranno raggiungere il tanto auspicato cambiamento definitivo nella vostra vita.
1. Determina una credenza ben precisa. Hai bisogno di una credenza molto chiara, senza aver nessun dubbio nella sua realizzazione e nel successo dei tuoi desideri. Queste credenze devono essere come dei comandi incondizionati. Esse daranno forma a ogni pensiero, emozione e azione che intraprenderai. All’interno della forza di queste credenze risiede il “centro” di un reale e duraturo cambiamento. Ad esempio: “Un regime alimentare salutare ed equilibrato è il fondamento di un corpo sano e di una mente sana”.
2. Tieni sotto stretto controllo la tua credenza. Se così non fosse, poco importa che tu abbia deciso di cambiare, non riuscirai a mantenere la convinzione di raggiungere i tuoi obiettivi o il desiderio di un vero cambiamento. Ripetiti più e più volte la credenza.
3. Crea una strategiaUna volta che ti sei formato una chiara e precisa credenza, allora è il momento di avere una strategia per raggiungere i risultati. Ho fornito sopra un esempio di una credenza come quella di un equilibrato regime alimentare, questa sarebbe la conseguente strategia per trasformare la credenza e raggiungere i risultati:


sabato 19 novembre 2011

Gestire le emozioni: la strada per raggiungere i propri obiettivi

Quanto siete condizionati dalle vostre emozioni? Ne siete positivamente influenzati o, come capita a molti, spesso limitano il vostro potenziale? Le emozioni pervadono la vostra vita in lungo e in largo che vi piaccia o meno. In alcuni casi possono essere la spinta importante ma spesso sono un freno e condizionano in modo determinante il raggiungimento dei vostri obiettivi.
Il pendolo: tutti noi oscilliamo da emozioni positive e quelle negative. Emozioni come rabbia, ansia, stress, noia, intolleranza, paura, odio, frustrazione, insicurezza, ira, impotenza, panico, invidia, preoccupazione... possono connotarsi come negative ovvero sono un ostacolo, un freno, un blocco per quello che vogliate raggiungere nella vostra vita. Eppure sappiamo che queste emozioni sono generate dal nostro essere per difenderci e se opportunamente convogliate come emozioni primarie possono aiutarvi. Altre emozioni sono ovviamente più positive come l’amore, felicità, passione, gioia, condivisione, vitalità, sicurezza, coraggio, piacere, godimento, ecc. Anche queste emozioni possono essere gestite, ovvero opportunamente cavalcate a proprio favore.

Una premessa: non aspirate a controllare le emozioni. Sarebbe come arginare il mare, un compito impossibile. Piuttosto datevi l’obiettivo di gestirle. Non si tratta di semantica, la differenza è enorme. Gestire le emozioni vuol dire conoscerle, saperle convogliare verso i vostri obiettivi, ovvero utilizzarle e non reprimerle. Le vostre emozioni sono il vostro patrimonio, se sapete volgerle verso i vostri obiettivi volerete molto in alto.

martedì 1 novembre 2011

Avete bisogno di un'extra carica, vi sentite giù, ci vuole un video motivazionale!!!

Vi capita di aver bisogno di energia, di vigore in quello che fate e invece siete sotto tono? Per esempio il giorno in cui dovete parlare in pubblico o avete una presentazione importante, un incontro delicato con un cliente…

Sapete che differenza c’è tra un atleta, un campione e un fuoriclasse? Un atleta è uno sportivo che ha già deciso di eccellere e per questo si dedica anima e corpo a questa missione. Solo pochi atleti diventano campioni e sono quelli che sfruttano al meglio il proprio potenziale, valorizzano il loro talento e soprattutto hanno un atteggiamento mentale che li predispone a dare il massimo durante le competizioni. I fuoriclasse sono quelli che fanno la differenza e da soli trascinano un’intera squadra portandola alla vittoria soprattutto nei momenti decisivi o difficili. Lo sport è una magnifica metafora della vita e alle sfide che vi attendono ogni giorno. Il nostro atteggiamento mentale è cruciale e dare il massimo durante i momenti importanti puo’ fare la differenza nella vostra vita e nella vostra carriera.  Ecco una scena di un film (l'avvocato del diavolo) dove il problema è ben centrato.

domenica 30 ottobre 2011

Il Carisma e i discorsi pronunciati da leader carismatici

Cos’è per voi il Carisma? Può essere definito come la capacità di esercitare una forte influenza su altre persone. Intere nazioni, religioni, aziende hanno formato il proprio destino per dei leader carismatici, ovvero persone con l’abilità di attrarre e mantenere dei “sostenitori” in base alla virtù di una forte personalità e un’eccezionale abilità comunicativa. Personaggi come Ghandi, Marthin Luther King, Che Guevara, Steve Jobs hanno cambiato il corso della storia con le proprie idee e con il loro carisma.

Carisma deriva dalla parola di lingua greca χάρισμα, charisma, a sua volta derivata dal sostantivo χάρις, cháris, ovvero grazia. Assume, in entrambi i casi, il significato di “dono”. È assimilabile alla cosiddetta aura, l'alone di leggenda e mistero che ha avvolto spesso personaggi storici del passato. Ma si tratta di una dote innata o può essere assimilata, appresa e migliorata? Si è molto dibattuto sulla possibilità di apprendere la leadership alla fine una prevalenza per la tesi possibilista. Il leader carismatico è il più dotato dei leader, quello capace di trascinarsi dietro intere folle dietro di sé. Si potrà imparare ad avere “carisma”? Sono favorevole e sempre fiducioso sulla possibilità di apprendimento di qualunque capacità umana, quindi anche di questa che ne è l’espressione massima, l’eldorado delle “personal skills”.

I leader carismatici in particolare sono stati dotati del dono di saper parlare in pubblico. In effetti un qualsiasi discorso ad una ampia platea è una fantastica occasione per influenzare tante persone contemporaneamente.

Entusiasmo, passione, charm, persuasione ed essere convincenti, sono alcune caratteristiche con cui si descrivono qualcuno che viene riconosciuto come carismatico.

Quali sono stati migliori discorsi rappresentati da leader carismatici?

domenica 16 ottobre 2011

Comunicazione: i primi 10 passi per aspirare a diventare un ottimo comunicatore

I bravi comunicatori non sono dei “comunicatori di parole” ma dei “COMUNICATORI DI EMOZIONI”. La capacità di trasmettere e suscitare emozioni è lo spartiacque tra la mediocrità e l’olimpo dei comunicatori. Per poter aspirare ad entrare a far parte di questa seconda categoria, dovete partire da come vi parlate. Un buona comunicazione parte dal modo in cui comunicate con voi stessi. Un buon DIALOGO INTERNO, oltre a farvi vivere meglio, si traduce in una maggiore efficacia del vostro messaggio. Solo in questo caso, le persone che vi ascoltano percepiscono una congruenza tra la vostra comunicazione verbale e il linguaggio del vostro corpo e, quindi, gli arriverà forte il messaggio che state trasmettendo. Primna di andare sul sofisticato, vorrei in questo post ripercorrere alcuni più semplici "dritte" per fare passi da giganti nel diventare un grande comunicatore:

1.    Voi comunicate sempre che vi piaccia o meno. Comunicate in ogni istante, anche quando stiate zitti. Chi sta davanti a voi si farà un’idea di voi comunque e in ogni caso. Comunicate con tutto il corpo e non solo con le parole. Link a Linguaggio del corpo.
2.    Chiaritevi l’obiettivo. Solo se avete un risultato ben chiaro in mente, potrete raggiungerlo. Imparate ad approcciate la comunicazione in generale, e ogni occasione di comnucazione specifica, con in mente quello che volete ottenere e l’efficacia della vostra comunicazione accrescerà di molto.

sabato 8 ottobre 2011

Networking e relazioni: il potere di essere connessi

Le relazioni sono tutto e valgono tutto. Qualcuno ha scritto che siamo chi conosciamo. Su chi puoi contare? E chi conta su di te? Chi puoi chiamare alle due di notte per un aiuto? Sono domande importanti. Avere una lunga lista di numeri di telefono è un punto di partenza, non certo un punto d’arrivo. Quanto profonde sono le vostre relazioni? Come potete allargare la vostra sfera d’influenza? Alcune persone cercano di fare tutto da sole, sicuramente potrebbero fare molto di più e raggiungere traguardi molto più importanti con l’aiuto degli altri… poi in fondo non è molto più bello relazionarsi bene con il prossimo, aiutare e farsi aiutare, condividere, socializzare, scambiare…. in altre parole costruire relazioni solide e un buon rapporto con gli altri.


Ecco 10 consigli pratici per costruire rapporti forti e una rete di relazioni di successo.

1.    Entrare in contatto. Sai creare un contatto? Puoi socializzare in ogni occasione e ogni occasione e buona per socializzare. Vinci la timidezza, spronati a parlare al vicino di sedia, fai una battuta al bar, invita le persone a pranzo, conosci più persone che puoi… E’ questione di allenamento e, come ogni muscolo, la capacità di istaurare contatti è una dote che si costruisce facilmente se ci mettete impegno e costanza.
2.   Un sorriso apre le porte del mondo. Ti sei mai chiesto perché le persone simpatiche/sorridenti hanno molti amici e quelle tristi e critiche molte meno? Il primo passo è sorridere. Una persona che sorride mette l’altro in una condizione di rilassatezza e tranquillità per cui tutto diventa più facile.
3.    Impara i nomi in fretta. Quando conosci una nuova persona ti ricordi il suo nome? Spesso capita che siamo troppo distratti o attenti a notare altri aspetti, poi però è troppo tardi e il nome ti è sfuggito e ti vergogni a richiederlo. Male. Chiamare le persone per nome fa la differenza. Concentrati sul nome e se proprio ti sfugge, chiedi cortesemente di ripetertelo. Impara a chiamare le persone per nome entrerai molto prima in relazione.
4.   Domandati come puoi allargare la tua sfera relazionale. Essere aperti alle relazioni, essere  al posto giusto al momento giusto, prepararsi per allacciare contatti, usare le relazioni esistenti per crearne di nuove sono alcune delle strade più efficaci per allargare il patrimonio di relazioni. Dire si agli inviti insoliti può essere un grande aiuto.

domenica 2 ottobre 2011

Comunicazione al lavoro: scrivere email efficaci in 10 consigli pratici

Sempre più il nostro lavoro, e non solo quello, è legato alle email. Certe volte sono tentato a pensare che il mio ruolo dovrebbe essere definito come ”email manager” tanto il tempo speso tra leggere e rispondere alle email. Eppure nessuno t’insegna come scriverle e anche andando a cercare, c’è ben poco sull’argomento. Altrettanto vero è che pochi sanno scrivere delle email efficaci soprattutto in un ambiente professionale. Le email sono un mezzo veloce, nato nella rivoluzione portata da internet, il nostro linguaggio e modo di esprimerci deve adattarsi al contesto.


Ecco 10 pratici consigli su come scrivere delle email che lasceranno il segno:

1.    Usate un titolo descrittivo. Il destinatario deve poter capire il contenuto dall’oggetto senza aprire la email. Questo aiuterà molto voi a far comprendere da subito perché gli state scrivendo e aiuterà il ricevente dell’email a catalogare/archiviare il messaggio una volta letto. Un esempio di oggetto potrebbe essere qualcosa come “Progetto nuova sede: richiesta preventivo”.
2.    La prima frase deve esplicitare cosa volete dal lettore. Se volete qualcosa dal lettore chiedeteglielo nel vostro messaggio sin dalla prima frase. Troppe volte si leggono email e non si capisce cosa voglia chi scrive, il perché vi abbia scritto e che cosa si aspetti da voi. Se si è fortunati lo si comprende solo in fondo al messaggio quando poi bisogna rileggere da capo per ricomprenderne meglio il contenuto. Non rispettare questa regola è l’errore più comune ed anche il più grave per chi ambisce a scrivere un’email efficace.
3.    Esistono solo 3 motivi per scrivere un email: a) condividere informazioni, b) chiedere qualcosa o c) sollecitare una decisione.

domenica 18 settembre 2011

Il potere della comunicazione: come far in modo che le persone vogliano quello che tu vuoi.

Non sarebbe bello che le persone che ti circondano, al lavoro o nella vita privata, desiderino quello che tu vuoi? E’ questione di fortuna? E’ questione di sapersi circondare dalle persone giuste? No, o meglio, non è questa la strada migliore. Il percorso corretto è quello di cambiare il modo in cui comunichi con gli altri, saperli entusiasmare, coinvolgere, attrarre, sedurre, e fargli vedere il bello che tu ci vedi… facile no? Si, se sai come fare, non è affatto difficile… e il mondo intero ti seguirà!!! Ok, se non proprio il mondo tutto, 7 miliardi di persone sono tante, sono fermamente convinto che le persone che riuscirai a farti seguire dalle persone che per te contano di più.

Ecco come sempre dieci consigli pratici per imparare ad essere irresistibili e sviluppare il potere della comunicazione.
  1. Sii chiaro in quello che vuoi. E’ difficile farsi seguire su qualcosa di vago, poco definito e un po’ confuso. Impegnati affinché quello che vuoi sia chiaro in primis a te, poi impegnati a comunicalo in maniera diretta, senza giri di parole o lunghi preamboli. Le persone amano le cose semplici e dirette.
  2. Desideralo appassionatamente, vedilo entusiasticamente. Se non ne sei appassionato tu, perché dovrebbero esserlo gli altri? Parlo di una passione vera e genuina, se non fosse così il tuo interlocutore lo capirebbe subito, il tuo linguaggio del corpo parlerebbe per te. Viceversa quando ci metti testa e cuore in quello che fai, sarai contagioso e trasferirai il tuo entusiasmo alla persona che hai davanti.

sabato 3 settembre 2011

Come scrivere in maniera efficace al lavoro: il potere della scrittura in 10 consigli pratici

Scrivere bene sul lavoro sarà l’ascensore per la vostra carriera, quando tutti faranno le scale. Viviamo in un mondo che premia chi sa scrivere. Guardiamo ai fatti, saper scrivere vi dà visibilità permettendovi di raggiungere molte più persone rispetto alla comunicazione verbale. La scrittura rimane e travalica il tempo e lo spazio, sopratutto la buona scrittura. Nel lavoro e sopratutto nelle grandi organizzazioni, saper scrivere è una capacità imprescindibile. E’ una strada veloce per farsi notare con il vostro pensiero e può aprirvi le porte per una carriera più veloce. Viceversa non avrete alcuna chance di arrivare in alto senza riuscire a scrivere in maniera chiara, incisiva ed efficace.

Come sempre, eccomi con 10 consigli pratici:
  1. Datevi un obiettivo. Quando scrivete, chiedetevi subito, cosa voglio ottenere con questo documento. Cosa voglio che il lettore faccia dopo aver letto questo articolo? Rendete anche palese al lettore queste informazioni. Ad es. “Vi scrivo per raccomandare l’utilizzo di una nuova agenzia creativa e vorrei ottenere il vostro supporto nella selezione”. Questo predispone chi legge verso il vostro obiettivo.
  2. Catturate l’attenzione da subito. Suscitate subito interesse in chi legge promettendo qualcosa di buono per loro. Quando leggete un giornale, il titolo è quello che fa la differenza nella vostra scelta di approfondire e leggere tutto l’articolo o meno.

venerdì 19 agosto 2011

Comunicazione verbale: usare la voce per convincere, affascinare e attrarre. 10 consigli pratici.

Ho concluso il precedente post dedicato alla "VOCE"  affermando che le persone non s’innamorano dei fatti che vi riguardano, s’innamorano del modo in cui raccontate le vostre storie, la vostra voce ne sarà lo strumento principale. Da qui voglio ripartire per approfondire l’argomento. La vostra voce parla di voi molto più di quello che potete pensare. La vostra voce e come la utilizzate sono il vostro biglietto da visita appena aprite bocca. Non ho mai conosciuto una persona carismatica che non avesse una voce convincente. Se, al contrario, v'interrompono spesso quando parlate, il problema non e' quello che dite ma come lo dite. Quando Sean Connery parla, la sua voce annuncia: "sono un uomo potente, affascinante, intelligente..."  Una voce dovrebbe mirare ad essere piena, ricca, calda, suadente, sincera, autoritaria piuttosto che nasale, sottile, bassa, equivoca, stridula o acuta.




Come sempre, ecco qualche consiglio pratico su come usare al meglio la vostra voce e come migliorarvi nell'utilizzarla:
1. La corretta respirazione. In particolare una "respirazione che si concentra nella parte bassa dell'addome" è quella che darà profondità e pienezza alla vostra voce. Vuol dire mandare e caricare l'aria all'altezza dello stomaco, specificatamente 2 o 3 centimetri sotto l'ombelico. Con una respirazione basso-addominale la voce diventa piena e ricca, riducendo la pressione sulla gola e dando maggiore potenza. Al contrario, un'errata respirazione farà risultare la vostra voce  più debole e affannata.

mercoledì 10 agosto 2011

Umorismo e comunicazione: prendere sul serio il divertimento

Che cosa fa ricordare un intervento o una presentatore? Ebbene piu' volte mi sono trovato a rispondere a questa domanda parlando di contenuti e di giuste parole. Mi sono dovuto ricredere abbondantemente. Non c'è niente che abbia presa sul pubblico o sull'interlocutore come il generare una fragorosa risata che distende l'ambiente, crea empatia, vicinanza e, quindi, fa entrare in rapporto. 

Per troppo tempo ho creduto che essere professionali ed essere divertenti fossero 2 stati che non potevano coesistere. A mia parziale discolpa non sono l'unico con questa erronea visione e, anzi, ho capito nel tempo di essere in  buona compagnia. Le persone si prendono toppo sul serio, mentre sottovalutano i benefici dell'umorismo nella loro vita, nella loro comunicazione e nel relazionarsi con gli altri. 

domenica 24 luglio 2011

Prendere il controllo della propria vita: gestire informazioni e lavoro

Per gran parte della mia vita sono stato “affaccendato”. Avete presente quello stato in cui, fai, fai e ancora fai tante cose e non hai il tempo per niente!!! Se qualche amico mi chiedeva di andare a giocare a calcio con lui, rispondevo “non ho tempo”. Il lavoro prendeva tutte le mie energie migliori e poche ne rimanevano per il resto. Lo sapete quale era il paradosso?... che anche sul lavoro stentavo e rincorrevo progetti ed attività. Da lì in poi mi sono detto "basta", non potevo andare avanti in quel modo e mi sono seriamente impegnato a riprendere il controllo della mia vita. Ora sono io al volante. Ho letto molti libri sulla gestione del tempo e ho fatto molti corsi a proposito. Visto l’aiuto che hanno dato a me e gli enormi progressi fatti, provo a trasmettere qualcuno di questi contenuti.
 Come sempre eccomi con qualche breve consiglio pratico:
  1. Raggiungete una chiara visione della propria vita. Tutto parte da qui, conoscersi e sapere con precisione quello che si vuole raggiungere. Bisogna esplorare il proprio sistema di valori e principi, sapere perché si è su questa terra.

domenica 17 luglio 2011

Linguaggio verbale: trasmettere emozioni per lasciare il segno

Cos’è l’uomo se non un articolato bandolo di emozioni. Che siano belle o meno, che siano forti o appena accennate, le emozioni sono il sale della vita, la ragione stessa del vivere. La capacità di emozionare ovvero l’attitudine a suscitare delle emozioni nel prossimo, sono un passe-partout per arrivare dritto al punto, per elevare la propria comunicazione o le proprie relazioni ad un altro livello. In ogni presentazione degna di nota, lo speaker è capace di connettersi e trasferire emozioni all’audience che siano esse di divertimento, gioia, pathos, oppure rabbia, un racconto struggente, etc.... solo così lascerà il segno, non certo per i contenuti. Anche nelle conversazioni con una o poche persone, il saper suscitare dei sentimenti profondi fa la differenza nella capacità di entrare in contatto profondo con chi vi sta davanti.

Come sempre, passiamo a qualche consiglio pratico. Lo farò con un parallelismo con la musica, perché come le note musicali, le emozioni possono comporre la vostra sinfonia o  solo rumore. 

Connettersi. Stabilire un rapporto con chi vi sta di fronte.

sabato 9 luglio 2011

Linguaggio verbale: rendere la vostra “voce” irresistibile

La voce di una persona può riuscire ad ammaliare, affascinare e catturare l’attenzione del prossimo come poco altro. Vi è capitato di ascoltare un programma alla radio e rimanere estasiati dalla voce dello speaker? Quella voce così profonda, calda e rotonda… capace di incantare, di farci sognare. Capita che ne rimango così colpito che mi rifiuto vedere la faccia della persona che ci sta dietro per evitare di rimanerne deluso.


Spesso sottovalutato nell’efficacia della comunicazione, il tono di voce e, in generale, come si usa la voce, giocano un ruolo primario nello scambio con il prossimo. Come rendere la propria voce irresistibile?

1)    Adattare la propria voce al contesto. In ogni comunicazione efficace, tutti gli elementi devono plasmarsi alla situazione, al pubblico, all’interlocutore con cui ci si interfaccia.

sabato 11 giugno 2011

Essere veramente libero: la PNL e la comunicazione

Cosa vuol dire essere liberi oggi? Domanda difficile a cui cerco di dare una risposta semplice. La libertà è una dei pilastri cardini della nostra vita. Per libertà, comunemente, s'intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni. Fortunatamente moltissimi nelle società moderne possono ritenersi liberi secondo questa definizione ma quanti lo sono veramente? Per me libertà vuol dire vivere una vita felice, avere successo in quello che desideriamo e costruire relazioni splendide con le persone intorno a noi. Al contrario, per essere liberi, non si puo’ vivere prigionieri delle proprie paure, dei propri stati d’animo, delle persone che si vogliono imporre alla nostra personalità. Troppe persone oggi sono schiave di una relazione con se stessi molto travagliata e tutt’altro che serena e matura. Il paradosso della società moderna che usiamo tutta la libertà che abbiamo per imprigionarci da soli.

La PNL insegna a prendere in mano la propria esistenza ed avere controllo sui propri pensieri e la propria mente. Tutti noi vogliamo essere liberi dai problemi che ci affliggono. Tutti noi vogliamo vivere un amore incondizionato e duraturo. Tutti noi desideriamo essere felici e vivere al meglio la nostra vita. Ma come farlo? E bene, il segreto è in noi stessi. Tutti hanno problemi e difficoltà ma chi vive una vita felice riesce a dominarne le conseguenze. La differenza consiste nel essere liberi di evitare che quei problemi vi influenzino negativamente. In particolare la comunicazione interna, quella che fate ogni istante della vostra vita con voi stessi, quello che vi dite e raccontate, ed anche la comunicazione con gli altri giocano un ruolo fondamentale.
Come sempre, di seguito troverete qualche consiglio pratico:
  1. Allenate il muscolo della scelta. Uno dei mali più grandi che affligge le persone è “l’indecisione” che non ci rende liberi di scegliere.

sabato 28 maggio 2011

Convincere per vincere nella vita e nel lavoro

Avete avuto mai la sensazione di essere arrivati molto vicino a qualcosa d’importante, qualcosa a cui tenevate molto ed esservelo lasciato sfuggire per poco, pochissimo, magari una frase detta male o ancora peggio una frase non detta? Al contrario, vi sarà capitato di aver pronunciato un qualcosa o aver visto qualcuno dire delle parole quasi magiche e arrivare a un grande risultato. Bene, cosa fa la differenza tra le stelle o le stalle?
Vi lascio un esempio che mi ha colpito ovvero di quando Will Smith e Gabriele Muccino si incontrano a Parigi. Will ha visto “l’ultimo bacio” e ne è rimasto profondamente colpito. Gabriele muore dalla voglia di andare in America a fare un Film con una star mondiale come Will, ma i bravi candidati sono molti, lo convince con una frase “anche se non sarò io, non prendete un americano, perché non credo che capisca davvero “l’american dream”. Come è andata a finire è noto e “la ricerca della felicità” con oltre 300milioni di incassi, è stato un successo mondiale, ha fatto esplodere il fenomeno Muccino anche in America ed è procurato a Will Smith la candidatura come miglior attore.

La persuasione, ovvero la capacità di averla vinta è la chiave per ottenere quello che si desidera. Come si fa ad essere persuasivi? Come sempre un po’ di consigli pratici e utili.

domenica 3 aprile 2011

Amare il proprio lavoro: la passione in quello che fate è tutto

Quanto tempo spendete al lavoro? Certo una parte consistente della vostra vita, sicuramente troppo per impegnarlo in qualcosa che non vi piaccia. Iniziamo da un consiglio basilare: se il vostro lavoro proprio non vi va giù, cambiatelo. Voi siete gli artefici della vostra vita, nessun altro. Se invece siete nella stragrande maggioranza delle persone a cui il proprio lavoro è “ok” ma ogni lunedì mattina è una tragedia e la prima ora al lavoro hanno dei musi lunghi... è ora di agire. Andare al lavoro solo per uno stipendio non basta, alla lunga vi consumerà, quindi perché non impegnarsi a rendere il tempo passato al lavoro un piacere, oltre naturalmente un’attività redditizia. Si perché se il vostro lavoro vi appassiona, la vostra possibilità di guadagno cresce esponenzialmente. Fatelo per voi stessi, fatelo per chi vi sta attorno, fatelo per i vostri clienti... tutti ve ne saranno grati.



Bene quel tran tran, può avere fine, applicando alcuni pratici consigli.
  1. Ogni lavoro può essere noioso o entusiasmante, a te la scelta. Il 95% delle persone che ritiene il proprio lavoro noioso non crederà a questa affermazione. Eppure tutto dipende da noi. Avete mai visto delle persone fare un lavoro pesante e routinario ma farlo con entusiasmo? Parlo di quelle persone speciali che sono  dei catalizzatori di energia positiva in quello che fanno. Io nel mio percorso ne ho incontrate tante, sono sicuro anche voi. Oppure prendiamo l’esempio opposto, quelli che secondo voi hanno un lavoro bellissimo eppure si vede lontano un chilometro che non ne possono più e che danno segnali di stanca. Basta pensare a certi calciatori, che guadagnano delle cifre astronomiche e che si lamentano o buttano tutto all’aria un giorno si e l'altro pure. Anche l’attività di un medico può essere noiosa, ripetitiva o sempre vicina ai problemi della gente se la si guarda in modo errato. Se ,invece, ci si focalizza sul fatto che il medico può salvare la vita delle persone diventa uno dei mestieri più nobili. Il focus, ovvero dove mettete l’attenzione è quello che conta. Bene, anche se non possiamo scegliere del tutto il nostro lavoro, possiamo sempre scegliere il modo con cui svolgerlo e lo spirito con cui lo affrontiamo ogni giorno. Se il vostro approccio è scontroso, vivrete male il vostro tempo e irriterete clienti e colleghi. Se il vostro approccio è allegro e appassionato, tutti vorranno avervi attorno. A voi la scelta.

domenica 27 marzo 2011

La chiave di tutte le porte: l’arte della conversazione

Quando aprite la bocca, cosa dice la conversazione di voi? La conversazione è la vostra pubblicità, il vostro biglietto da visita nelle relazioni con gli altri. E’ il canale con il quale vi fate conoscere e aprite la vostra mente al prossimo. Purtroppo, spesso le conversazioni assomigliano a dei “monologhi con testimone” o a degli “scontri”. E’ riconosciuto che le persone che sanno padroneggiare l’arte della conversazione sono rare e comunque sempre benvenute e ben accolte da tutti. 



Alcuni consigli pratici di comunicazione efficace che vi faranno migliorare le vostre doti di buoni conversatori:
a)   Un genuino interesse negli altri e nelle cose. Niente potrà mai sostituire un reale desiderio di conoscere l’interlocutore o gli interlocutori e nel mondo che vi circonda.

sabato 19 marzo 2011

Conflitti verbali, come attrezzarsi

Viviamo in un mondo in cui siamo circondati da persone aggressive, arroganti e maleducate. Fatevene una ragione, non le cambierete. Potete però apprendere come  interagire con loro. Qual è la vostra reazione quando entrate in contatto con questo tipo di persone: “andate in escandescenza e le mandate a quel paese” o “subite passivamente per poi pentirvene sulla via del ritorno a casa”? In entrambi casi uscirete perdenti dal conflitto. Gestire le proprie emozioni durante un conflitto verbale non è cosa semplice ma essere verbalmente attrezzati vi darà una forza enorme per affrontare questa sfida.

 
Come schivare, disarmare, disinnescare i conflitti verbali. Alcuni consigli pratici per affrontare al meglio un conflitto verbale:
  1. Rispondere invece di reagire. Di fronte ad una provocazione o una frase che ci ferisce,

domenica 13 marzo 2011

Credere è potere: le convinzioni

Una celebre frase su Napoleone recitava: “l’uomo che poteva tutto perché voleva tutto”. Tutti hanno delle convinzioni e tutti sanno di averle. Pochi sanno però che le convinzioni hanno un potere enorme nella loro vita e sono capaci di determinare la felicità, la realizzazione e successo lavorativo e come ci relazioniamo con gli altri. Le convinzioni sono la lente attraverso la quale vediamo noi stessi, il mondo e gli altri.



Queste convinzioni possono aiutare il raggiungimento dei nostri obiettivi personali oppure remarci contro. Nel primo caso siamo di fronte ad una “convinzione potenziante”, come ad esempio quella di un individuo che crede che “l’applicarsi e mettercela tutta ti permette di arrivare lontano”. Al contrario quella di un altro individuo che ritiene  che “l’unica cosa che conta nella vita è la fortuna” si tratta di una “convinzione limitante. Quale dei due individui avrà più successo nella vita? Si tratta ovviamente di una domanda retorica vista che la risposta è alquanto scontata ma allora la domanda si possono sostituire le credenze limitanti con quelle potenziati?

Le convinzioni sono notoriamente difficili da cambiare. Qui ci viene incontro la PNL con il modello di “Sleight of Mouth” che permettono di ricontestualizzare e trasformare le convinzioni potenzialmente limitanti. Bisogna sapere che le convinzioni limitanti nascono spesso per proteggerci o da esperienze forti di vita o comunque da un’intenzione positiva. Ad esempio “sono incapace di portare a termine un compito con successo” spesso cerca ti proteggere l’individuo da altre esperienze negative vissute in passato evitando che affronti le sfide della vita per generare potenziali nuove delusioni. Una tale convinzione però è come un virus della mente che mina tutto quello che si fa.

Le convinzioni limitanti possono essere trasformate o rinnovate identificando le intenzioni positive e i presupposti che sono alla base della convinzione e fornire delle alternative e nuove risposte alla domanda “come fare” in relazione alle alternative per soddisfare l’intenzione positiva. Deve quindi prima esistere una fase di essere aperti al dubbio sulla convinzione limitante. La mia esperienza mi dice che il segreto consista nel trovare una convinzione potenziante che vada a soddisfare lo stesso bisogno ovvero intenzione positiva di quella limitante. Quindi sforzatevi prima a capire quali sono le vostre convinzioni limitanti, poi quali sono le ragioni che ci stanno dietro e infine trovate una nuove convinzione, questa volta potenziante, che soddisfi le motivazioni della precedente.

Alcuni esempi di convinzioni potenzianti:
Il successo non è tutto ma l’unica cosa che conta
Finché c’è un obiettivo chiaro e preciso, nulla è impossibile
Non conta volere ma volere contare
Solo chi non fa non sbaglia
Non accettare mai un no come risposta
Se non riesci a fare una cosa, allora falla
Non avere paura di far circolare le tue idee, avrai solo da guadagnarci
Non aspettare occasioni migliori, sfrutta quelle che hai

domenica 6 marzo 2011

La comunicazione relazionale può catapultare la tua CARRIERA o annientarla… a te la scelta.

Quanto incide la comunicazione nella tua carriera? Tantissimo, questo è fuori di dubbio. La cosa che mi ha sorpreso è che incide più di ogni altro fattore anche della competenza, per esempio. Tempo fa ho partecipato ad un convegno dove era riportata una ricerca fatta su più di 10.000 ingegneri. Era evidente che pure in una professione dove la competenza tecnica è fondamentale, la comunicazione ed in particolare la comunicazione relazionale era il fattore che incideva più di tutti. Era evidente che soprattutto ad un certo punto della carriera solo chi aveva grandi doti comunicazionali e di intelligenza sociale raggiungeva posizioni di vertice.

Il duro lavoro e il talento non bastano!!! Vi piaccia o meno, c’è una regola non scritta, le persone fanno fare carriera alle persone che conoscono, che gli piacciono e di cui si fidano. Dovete avere il coraggio, la confidenza e l’impegno di promuovere voi stessi per emergere in un ambiente lavorativo.  Per tanti anni, io stesso sono stato così ingenuo da pensare che lavorare sodo e sviluppare le mie competenze fosse tutto quello necessario. Questo per carità conta ma non basta. Mi rifiutavo così di partecipare a questo “gioco” che si chiama “tronismo” perché pensavo fosse contrario ai miei valori. Poi parlando di questo argomenti, un giorno una persona mi chiese: “tu daresti una posizione lavorativa importante ad un grande e talentuoso lavoratore se non ti fidi di lui?” Ebbene si, la fiducia si costruisce nel tempo attraverso una relazione che passa attraverso come si comunica.

Per questo bisogna costruire una positiva visibilità di voi stessi. Impegnatevi a farvi conoscere, farvi rispettare e costruite fiducia. Questo è importante agli occhi dell’intera organizzazione che vi è attorno e soprattutto di chi deciderà della vostra carriera. Dovete quindi dedicare tempo e risorse per entrare nelle grazie di queste persone. Non vi suggerirei mai però di fare i “lecchini”, odio troppo quelli che lo sono. Loro usano delle scorciatoie che tuttavia non portano a nulla nel lungo periodo.  Dovete però impegnarvi nel risolvere i problemi e trovare soluzioni sul lavoro di queste persone. Dovete entrarci in relazione, costruire una positivo rapporto di fiducia reciproca.

sabato 26 febbraio 2011

Parlare non basta: l’arte di farsi ascoltare

Comunichiamo dalla nascita, parliamo da quando siamo bambini, dovrebbe essere facile comunicare dopo tutta questa pratica… niente di più sbagliato! Sicuramente sappiamo mettere le parole una dietro l’altra per farci capire ma farsi ascoltare è un altro mestiere. Nessuno c’insegna veramente a comunicare e, soprattutto, nessuno c’insegna a generare interesse, dialogo e condivisione con chi ci circonda ne’ a scuola e nemmeno nella società, sta a noi apprendere l’arte di farsi ascoltare. Eppure cosa c’è di più importante che relazionarci con le persone che ci circondano e quanto può incidere una migliore comunicazione in questo?!

Alcuni consigli pratici su come farsi ascoltare:
1.    Meritarsi l’ascolto. Per farlo bisogna condurre ogni conversazione con l’attitudine corretta, ovvero porsi l’obiettivo di “parlare in un modo che l’altra persona sarà felice di ascoltare”.

domenica 13 febbraio 2011

Comunicazione Efficace: le STORIE che seducono (story telling)

Vi è capitato di ascoltare una storia ben raccontata ed esserne totalmente catturato? Avete presente quando si è completamente immersi in un racconto, quasi “ipnotizzati”. Quando magari sappiamo che esistono esagerazioni ma abbandoniamo le nostre barriere critiche e la nostra naturale incredulità o comunque vediamo le cose sotto un’altra prospettiva e ci lasciamo “incantare”. Bene gli esperti chiamano questa fase trance narrativa che risponde al nostro ancestrale bisogno di credere. L’esempio più ovvio è quello di un film o di un’opera teatrale ben riuscita quando partecipiamo emotivamente alla storia e si crea l’identificazione con il protagonista, con le sue paure e le sue vittorie. Queste storie lasciano un segno indelebile nei nostri ricordi e possono condizionare il nostro modo di essere.


Le storie ben raccontate piacciono, le storie intrattengono, le storie vendono. Compriamo storie quando acquistiamo prodotti, quando votiamo politici, quando ci lasciamo sedurre da un marchio o da un capo d’abbigliamento griffato. Ecco allora che le tecniche di narrazione sono un prezioso alleato di individui e aziende, durante un colloquio di lavoro o per riposizionare un’identità d’impresa un po’ invecchiata.

Alcuni consigli pratici su come creare storie che seducono?

1)    Le storie di successo sono verosimili ma sono capaci d’incantare. Come esseri umani abbiamo bisogno di credere in qualcosa che corrisponde al nostro vissuto, alla nostra esperienza e pertanto le storie devono essere verosimili. Al tempo stesso, le storie ben narrate devono far appello al senso del meraviglioso evocando ricordi e curiosità.

sabato 12 febbraio 2011

Il No positivo – la capacità di dire No gratificando se stessi e gli altri

Una settimana fa sono entrato nella stanza del mio capo per chiedergli l’assegnazione di un progetto importante e ne sono uscito senza quel progetto ma contento. Mi sono chiesto come avesse fatto. Alcune persone hanno questo dono ma, come tutte le capacità, può essere appresa. Al contrario, tanto nella mia vita privata quanto in quella professionale mi è capitato di dire “Sì” quando, ripensandoci, mi sono scoperto a desiderare ardentemente aver detto “No”. Talvolta invece sono caduto nella trappola di aggredire l’atro con un “No” quando mi sarei sentito molto meglio se avessi impegnato l’altra parte in un sano confronto.

La qualità della nostra vita è legata alla capacità di dire “No” e alla capacità di saperlo esprimere. “Un -No- pronunciato con il più profondo convincimento è il migliore e più grande di un -Si- detto per compiacere o, peggio, per evitare guai.” Mahatma Gandhi.

Come dire un “NO” gratificando se stessi e gli altri?

1)    Bisogna prima avere ben chiaro quali sono i nostri interessi e obiettivi. Niente può donare una convinzione forte come aver ben chiaro cosa desideriamo nel nostro profondo. Conoscere il proprio schema di valori, i propri obiettivi e le proprie mete è il presupposto per raggiungerle e ottenere qualcosa per noi importante. Se poi riuscite anche a scriverle, darete ancora più chiarezza e convinzione alle stesse.

2)    Un no positivo, in breve, è un Sì! No. Sì? ” Il libro di William Ury “Il No positivo” lo spiega bene. Il primo Sì esprime i vostri interessi, il No esprime il vostro potere, il secondo Sì crea rapporto.

domenica 6 febbraio 2011

Il discorso del re: anche il destino di un Re è legato alla comunicazione

Avete visto il film “il discorso del re” di Tom Hooper? Ve lo consiglio vivamente, per la superba interpretazione di  Colin Firth e perché si tratta di un film capace di far emozionare. Non a caso ha ricevuto 12 nomination ai prossimi Oscar, tra cui quella di miglior film. Sono però qui a parlarvene perché tra le righe passano anche messaggi importanti riguardo alla comunicazione. 

Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V e l'abdicazione di suo fratello Edoardo VIII, Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene incoronato Re Giorgio VI d'Inghilterra. Con il suo paese sull'orlo della II Guerra Mondiale e disperatamente bisognoso di un leader, il suo futuro e quello di un’intera nazione è legato alla sua capacità di comunicare al popolo e al mondo. Ecco allora che l’incontro con l'eccentrico logopedista Lionel Logue (Geoffrey Rush) può cambiare il corso della storia. Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile e sopratutto capace di mettere in grado Re Giorgio di essere un'egregia guida di un paese in uno dei momenti più critici della sua storia.

Mi piace leggere tanti messaggi positivi dietro questa bella storia.
  1. Innanzitutto l’importanza della comunicazione da cui nessuno si può sottrarre.

sabato 5 febbraio 2011

Comunicazione persuasiva: l’arte di essere convincenti

“Se solo fossi stato più convincente!” Vi è capitato di pensarlo? In quante occasioni il corso della nostra vita sarebbe andato diversamente se solo fossimo stati più incisivi, motivanti e convincenti in alcune occasioni che io chiamo “punti di svolta” decisivi… parlo di un colloquio di lavoro, un dialogo fondamentale con una persona amata, dell’incontro con un cliente importante, nella richiesta di un aumento di stipendio con il nostro datore di lavoro, per esempio.

Alcune persone hanno innata questa dote, mi riferisco all’assertività, ovvero la capacità di parlare e agire in modo talmente naturale da suscitare attenzione e positività nell’interlocutore e così raggiungere i propri obiettivi. Una persona assertiva si colloca a metà strada tra gli estremi di una sconsiderata assertività e una passività disfattista.

sabato 29 gennaio 2011

Motivazione e comunicazione

Avete mai sentito il desiderio o la necessità di motivare qualcuno? Certo un allenatore in qualsiasi sport si trova di fronte a questa necessità tutti i giorni ma ognuno di noi ha questa esigenza più di quanto possiamo pensare. Dal motivare un amico o un familiare che a fare qualcosa che riteniamo giusto, al motivare i propri dipendenti o collaboratori nel loro lavoro o motivare i figli allo studio per esempio... Vi è capitato di voler ottenere un risultato e invece di generare l’effetto opposto, ad esempio più dico a mio figlio di non fare una determinata cosa e più lui la fa... Quali sono le leve dietro alla motivazione? Come fare ad essere efficaci? Come fa la comunicazione a venirci incontro in questi casi? Ci sono persone che con le loro parole sarebbero capaci di muovere montagne ma qual è il loro segreto?


Usare la comunicazione per motivare gli altri in 3 passi:
  1. Innanzitutto bisogna capire cosa sta dietro alla motivazione. Le leve sono solo 2: dolore e piacere. Tutti noi ci muoviamo, ci applichiamo o ci dedichiamo a qualcosa per evitare il dolore o per raggiungere il piacere. Facciamo di tutto per evitare il dolore, è nella natura umana.